Giardino Zoologico di Pistoia: a tu per tu con la biologa

Un giro allo zoo di Pistoia insieme alla Dottoressa Veronica Rastelli, biologa e trainer del Parco, per conoscere gli animali e la loro storia

Gli zoo, o più precisamente i parchi zoologici, sono da sempre amati e contestati dalle famiglie, chi li definisce luoghi per conoscere la natura e le specie animali più da vicino e chi invece li vede come gabbie che tolgono gli animali dal loro habitat naturale.

Abbiamo visitato uno dei parchi zoologici più famosi d'Italia che si trova a un'ora dalla Versilia: lo Zoo di Pistoia, dove probabilmente la maggior parte di noi è già stato da bambino. Ma lo abbiamo fatto assieme ad una persona che lo conosce molto bene e che ha saputo spiegarci la sua storia, quella dei suoi "abitanti" e soprattutto le tante iniziative che vengono portate avanti: la Dottoressa Veronica Rastelli, biologa e trainer del parco.

Il parco ha da poco compiuto 50 anni ed è privato, quindi senza fondi pubblici, sostenuto in tutte le sue attività dai visitatori. In 50 anni però è cambiato moltissimo e oggi è un luogo molto ampio (ed in prossima espansione) dove vivono tante specie animali, ognuna con le proprie esigenze. Non aspettatevi quindi di vedere leoni o tigri in gabbia, il loro spazio è talmente ampio e riservato che bisognerà avere un po' di pazienza per poterli vedere da vicino, ma le angolazioni sono molte e con un po' di fortuna è possibile fare l'incontro con il Re della Savana, rispettando comunque la sua privacy.

La dottoressa Rastelli ci ha portato prima a conoscere i pinguini del SudAmerica spiegandoci che "circa 20 anni fa un disastro petrolifero ha portato alla morte di più della metà della popolazione dei pinguini, rischiando l'estinzione. Ancora oggi è una specie a rischio e quindi abbiamo deciso di ospitarli per salvaguardare questa specie. Le temperature a cui sono abituati sono quelle delle spiagge sudafricane, esattamente come le nostre. Uno degli obiettivi di un moderno giardino zoologico è infatti quello di far riprodurre specie che in natura sono sull'orlo dell'estinzione."

Abbiamo poi conosciuto Pam e Rasty, i panda rossi, tra le 100 specie al mondo più minacciati di estinzione a causa della distruzione di alberi nelle foreste di bambù del Nepal, dove vivono, e la caccia illegale per venderli come animali da compagnia. "Grazie al sostegno dei visitatori dello zoo riusciamo a finanziare un progetto in Nepal dove vengono formate le persone locali per diventare i guardiani delle foreste e fare azione antibracconaggio. Un paio di anni fa, dopo aver bloccato il bracconaggio in una specifica zona, abbiamo potuto introdurre in natura due panda rossi nati in uno zoo asiatico. I nostri due esemplari partecipano ad un progetto di riproduzione gestito a livello europeo e quindi speriamo di avere presto dei cuccioli."

Proseguendo la nostra visita, siamo arrivati alla zona dedicata all'orso bruno europeo e abbiamo notato che, nonostante l'ampio spazio a disposizione, continuava a fare avanti e indietro in un punto preciso. "Okila proviene da un piccolo centro di recupero della Romania. In passato nei paesi dell'est c'era l'usanza di prendere gli orsi piccoli nei boschi e addestrarli a ballare nelle piazze. Una forma di maltrattamento che è stata fermata attraverso dei centri, che però li tenevano in spazi molto piccoli e quindi gli orsi avevano pochi metri in cui muoversi. Il nostro orso è stato lì per i primi 6 anni di vita e poi siamo riusciti a recuperarlo e aiutarlo a esplorare lo spazio con alcuni accorgimenti, ad esempio buttandogli il cibo lontano. Adesso Okila è sereno e gira per tutto il reparto con tranquillità, ma ogni tanto gli tornano in mente i momenti duri della sua infanzia e gli provocano questi comportamenti."

I bambini si sono emozionati moltissimo nell'incontro ravvicinato con i lemuri catta. "La famiglia di lemuri che abbiamo è pistoiese doc - ci spiega la biologa del parco - spesso le persone si chiedono da dove provengono gli animali che si trovano negli zoo. Non sono presi in natura, oggi è assolutamente vietato prendere gli animali dai loro luoghi di origine. Gli animali che ospitiamo provengono di solito da altri zoo perché facciamo parte della EAZA, l'associazione europea di zoo e acquari, che permette di scambiare gli animali quando un parco ne ha in esubero e servono ad un altro per mantenere la specie. Questo gruppo di lemuri però è speciale perché sono tutti nati qui, ed è un gran successo in quanto significa che hanno trovato le giuste condizioni per potersi riprodurre."

Passeggiando lungo il parco, con molta vegetazione e quindi con parecchie zone d'ombra, dato il caldo di questi tempi, abbiamo visto molte specie, alcune, come dicevamo, hanno spazi molto ampi e quindi vanno scovate da dietro i vetri, come i leoni, la tigre, l'elefante e i lupi. Altri invece si vedono bene come le giraffe, le zebre, i  suricati, l'ippopotamo pigmeo, i fenicotteri rosa, i cammelli, i canguri wallaby, ma anche  capre e mucche che ai bambini piacciono tanto perché si possono avvicinare. Ogni animale ha un suo habitat e le sue abitudini, le specie che vivono in gruppo sono inserite con diversi esemplari, mentre quelle solitarie hanno un'area riservata per il singolo animale. Si possono incontrare anche i...dinosauri! Alcune rappresentazioni di dinosauro si trovano vicino all'area didattica dedicata alla paleontologia, che può essere prenotata per un'esperienza con la "Dottoressa Raptor".

Salendo fino in cima, nella parte dei lupi e delle renne, si trova anche un grande fiume, dove vivono i pellicani, i cormorani e le anatre.

La biologa ci ha spiegato che il giardino zoologico sostiene una serie di progetti di conservazione e protezione degli animali direttamente nelle zone di origine e collabora con diverse Università per fare ricerca all'interno dello zoo sul comportamento degli animali ospitati. Molte sono le proposte educative fatte insieme alle scuole dedicate alla biodiversità. Inoltre il parco funziona anche come centro di riproduzione per animali che in natura sono ad alto rischio di estinzione, per tenere al sicuro le specie.

Alcune informazioni tecniche per la visita:

Il Giardino Zoologico di Pistoia è aperto tutto l'anno tutti i giorni dalle 9 alle 19, sabato e domenica fino alle 19.30 con ultimo ingresso alle 17.30. Attualmente per entrare bisogna prima prenotare la visita sul sito, ma non occorre indicare l'orario, solo il giorno e il numero di persone. Il parco giochi all'interno al momento è chiuso per disposizioni anti assemblamento, peccato perché molto carino per far giocare i bimbi e riposarsi. Per lo stesso motivo le iniziative e attività vengono effettuate con misure ristrette, l'area dei lemuri è visibile solo dall'esterno e lo stesso il contatto con i gufi.

E' presente un ristorante e un bar, ci sono tavoli e sedie sia vicino al punto ristoro sia più distaccati ed è possibile fare il picnic anche con cibo portato da casa.

Info e prenotazioni: www.zoodipistoia.it