Speciale Osteopatia: un valido aiuto nell'età neonatale

Dai disturbi del sonno ai pianti costanti, coliche e rigurgiti: come l'osteopatia può aiutare in ambito pediatrico

Il bambino non dorme bene, si sveglia spesso durante la notte, il bimbo piange spesso senza apparante motivo, probabilmente ha le coliche, soffre di rigurgiti... ecco alcune delle problematiche che ci troviamo quasi sempre ad affrontare quando si ha un neonato. Problemi comuni sì, ma nella maggior parte risolvibili o almeno alleviabili. In questo ci viene incontro l'osteopatia pediatrica, un argomento ancora non troppo conosciuto ma che invece può essere di grandissimo aiuto proprio quando non c'è una patologia, che chiaramente va esclusa da parte del pediatra, ma solo dei piccoli disturbi, magari a causa di lievi dolori del bambino, dovuti al "trauma" del parto.

L'osteopatia infatti "tratta" i bambini sani, dopo che, attraverso il pediatra di riferimento, si è esclusa qualsiasi patologia. Ma quali possono essere i disturbi propri del neonato per i quali si può chiedere aiuto all'osteopata?

Ne abbiamo parlato con Tommaso Ferroni, Direttore della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica, con sede a Firenze, con quindici anni di esperienza pratica all'interno dell'AOU Meyer, e responsabile del Centro Kairos Osteopatia e Medicine Integrate con sede a Lido di Camaiore.

Parliamo dei disturbi del sonno

I disturbi del sonno si possono dividere in due filoni: Il primo riguarda la difficoltà nell’addormentamento, che oltre ad avere una connessione con le modalità comportamentali a livello del campo familiare su cui possiamo dare delle indicazioni, può essere collegata ad un evento traumatico concorso durante la gravidanza o il parto. Il “trauma della nascita” infatti può lasciare un segno a livello di tensioni fasciali, muscolari e membranose che possono comportare, a seconda della posizione in cui il bambino viene messo, dei dolori sul tratto cervicale, sul torace o su altri parti del corpo. L’osteopatia si prende cura della salute del bambino, sostenendo i meccanismi di autoregolazione affinché si riescano a dissipare queste tensioni e il bimbo abbia un maggior rilassamento nel momento in cui si addormenta.
L’altro grande filone inerente al disturbo del sonno è legato ai frequenti risvegli notturni. Questo disturbo è maggiormente legato alle modalità con cui viene vissuta la giornata, come eventi stressogeni durante il giorno, la quantità di tempo in cui sono sottoposti a confusione e luci. Questo può portare ad una vera e propria alterazione del funzionamento neurovegetativo, come se il bambino fosse attivato in modo eccessivo dal punto di vista neurologico.
L’osteopatia in questo caso può essere utile nel riequilibrare il sistema nervoso autonomo, quindi far sì che la parte più attiva sia in equilibrio con quella che ci calma e ci rilassa. Attraverso un approccio delicato e mai doloroso, l’osteopata sostiene la salute dei piccoli pazienti, rendendoli capaci di sfruttare tutto il loro potenziale di autoregolazione sistemico.

I neonati piangono in continuazione e spesso è difficile capire perché. Qualche consiglio?

Il bambino è in possesso già dalla nascita degli strumenti per poter comunicare i suoi bisogni. Il primo è il pianto, con il quale riesce ad attirare subito l’attenzione e stabilire un contatto con i genitori. Il pianto però può voler comunicare diverse tipologie di bisogno, ad esempio un pianto fievole può rappresentare la noia, un pianto intermittente con fasi acute e fasi più calme può voler comunicare la fame, un pianto acuto e persistente può rappresentare un dolore. La difficile interpretazione del pianto rende i genitori spesso ansiosi e le tensioni che si creano nell’ambito familiare possono acutizzare il pianto, che in realtà è nato semplicemente per esprimere un bisogno ben preciso. Sappiamo che  tra la terza e la dodicesima settimana di vita, l’85% dei bambini sviluppa quelle che vengono chiamate coliche o rigurgiti, ma spesso sono dovute proprio ad una esasperazione del pianto.
Bisogna quindi innanzitutto fare una diagnosi differenziale tra quelle che possono essere cause di pianto organiche dovute ad una problematica e cause dovute ad una difficile interpretazione del pianto nel campo familiare, che porta alla generazione di tensioni. Questa diagnosi viene fatta dal pediatra che decide se c’è bisogno di un ulteriore approfondimento a carico del sistema gastrointestinale o altre strutture viscerali del bambino. Nel caso in cui tutte le cause organiche e patologiche siano escluse, può iniziare una collaborazione con l’osteopata che, attraverso un trattamento sulla globalità del sistema, innesca un meccanismo autoregolatorio in modo da aiutare il sistema nervoso autonomo a diminuire l’ipersensibilità. Nell’estrema delicatezza del trattamento, l’osteopata rende più omogeneo il sistema affinché un eventuale dolore sia meno invalidante e il bambino non debba necessariamente esplodere in pianti violenti.
Il pianto infatti è un meccanismo riflesso naturale molto importante, è una dinamica consolatoria che il bambino autoinnesca e allo stesso modo ha la capacità di autocalmarsi, ad esempio ruotando il corpo in una determinata posizione o avvicinando la mano alla bocca autostimolandosi nel riflesso di suzione. Si tratta di una serie di meccanismi di pertinenza dei riflessi arcaici che danno modo al bimbo di autoconsolarsi e sono fondamentali per la crescita e l’apprendimento, ma possono essere attivati  solo se il campo genitoriale è tranquillo e vive quel pianto come un momento di comunicazione, lasciando al neonato il tempo e il modo di attivare quei riflessi autoregolatori.

E per quanto riguarda le coliche ?

Innanzitutto vanno escluse cause organiche e patologie, sempre attraverso una diagnosi differenziale da parte del pediatra. Dopodiché, l'osteopata con tecniche molto delicate e mai dolorose, potrà procedere con un trattamento dedicato sulla globalità del sistema, rendendolo più omogeneo. In questo modo il bambino sarà maggiormente in compenso tra i suoi sistemi e andrà meno incontro a pianti violenti, che associamo spesso a dolori tipici del mal di pancia.

Un altro importante argomento sono i rigurgiti

Quasi la metà dei bambini entro il terzo mese di vita manifesta fenomeni di reflusso gastroesofageo dovuto molto spesso ad una immaturità di sviluppo della valvola situata tra l’esofago e lo stomaco, il cardias. Le cause del reflusso nei bambini e nei neonati possono essere molteplici, come ogni altro disturbo vanno valutati in collaborazione con il pediatra.
Il trattamento osteopatico può liberare i tessuti da restrizioni di movimento e ripristinare le giuste differenze pressorie tra la cavità toracica e addominale, sempre in modo delicato e appropriato al piccolo paziente.


L’osteopatia pediatrica è il fiore all’occhiello di Kairos, centro di eccellenza italiano in questo settore grazie all’esperienza quindicinale presso l’ospedale Meyer di Firenze. per qualsiasi informazione:

Centro Kairos Osteopatia e Medicine Integrate
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Lido di Camaiore
Tel. 0584 619093 Mail: kairos.osteopatia@gmail.com